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27/02/2019, 08:01



Mio-padre-era-a-cefalonia


 Mio padre era a Cefalonia l’8 settembre.Ha visto il mondo crollare e sgretolarsi davanti ai suoi occhi.Era riuscito a unirsi ai partigiani in Grecia ed era tornato a casa, alla fine, un mucchio di ossa e di nervi tenuti insieme dalla voglia di vive



Mio padre era a Cefalonia l’8 settembre.
Ha visto il mondo crollare e sgretolarsi davanti ai suoi occhi.
Era riuscito a unirsi ai partigiani in Grecia ed era tornato a casa, alla fine, un mucchio di ossa e di nervi tenuti insieme dalla voglia di vivere, dalla rabbia e dalla paura.
Mio padre non parlava volentieri della guerra. 
Quando ero una bambina, io tutta ossa e lentiggini, mi mettevo davanti a lui e cercavo di convincerlo a raccontarmi la sua affascinante vita di fuggiasco.
Lui spesso cedeva, per non deludermi, e qualche volta i ricordi lo facevano sorridere, altre volte diceva che non voleva parlare della guerra, che preferiva dimenticare.

Oggi è l’8 settembre e la strage di Cefalonia è una pagina della storia che vorremmo strappare. Ma io non riesco a togliermi dagli occhi l’immagine della foto di mio padre, appoggiato a un veicolo militare, in mezzo agli altri soldati, col suo sguardo sornione e il sorriso languido, che mi piacerebbe aver ereditato.
E vorrei chiedergli ancora: come è stato?
E fargli le domande che allora non mi venivano in mente, sulla fedeltà alla patria fino alla morte, sul senso del tradimento e su come lui ha vissuto quelle ore terribili. 
Vorrei dirgli che è passato e, allo stesso tempo, vorrei sentirmi dire da lui che passerà.

O forse, semplicemente, oggi è l’8 settembre e io penso a mio padre. 

E mi manca ancora.


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