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02/06/2019, 10:43



Giudizio-universale-


 Nella sala si respirava un’atmosfera tesa. L’ordine del giorno era chiaro, Mebel, impeccabile, aveva organizzato tutto con precisione, come suo solito. La musica celestiale si effondeva assieme all’odore dei gelsomini. Le poltrone affondavano morbide



Illustrazione dia Teresa Guido

Nella sala si respirava un’atmosfera tesa.
 L’ordine del giorno era chiaro, Mebel, impeccabile, aveva organizzato tutto con precisione, come suo solito. 
La musica celestiale si effondeva assieme all’odore dei gelsomini. 
Le poltrone affondavano morbide nel pavimento a cirrocumuli. Il tavolino a specchio rifletteva una perfetta riproduzione del sole.

- E’ quasi ora, disse Yeuah, che sapeva sempre tutto e ci teneva a farlo presente ad ogni minima occasione.

Rael e Haziel, che erano rispettivamente addetti al perdono e alla misericordia non riuscivano invece a nascondere il nervosismo.
Tutti abbassarono lo sguardo.
Dio entrò come al solito senza aprire la porta e tuonando.
Nelkel, addetto all’unicità di Dio non riusciva ancora a fare pace con quella che lui chiamava la "fissazione per gli effetti speciali".
- Tanto lo sanno tutti che è Dio - aveva una volta commentato al massimo dell’esasperazione - non possiamo tutte le volte 
esagerare... e ora i fiumi di sangue, e ora il mar Rosso spaccato in due. A tutto c’è un limite.
Nitaiah con la sua solita saggezza aveva scosso la testa.
- No, Nelkel, non a Dio.
Tutti sedettero, gli arcangeli stettero un po’ a trafficare con le ali ma alla fine si arresero e infilarono le punte di ciascuna estremità piumata sotto il sedere. Erano riunioni infernali per loro, ma non l’avrebbero mai potuto dire. Solo Dio non sedette, come suo solito preferì aleggiare.
Yeiel, la mano di Dio, dichiarò aperta la seduta e diede lettura all’ordine del giorno. 
La sua voce risuonava meravigliosa, come quella di tutti gli angeli, ma proprio per questa ragione, in quel raduno non impressionava nessuno.
- L’argomento della presente seduta è la fine del mondo e l’organizzazione del giudizio universale.
Nella sala si levò un brusio, sommesso, angelico, come di flauti carezzati dal vento.
Hamiah, l’angelo della speranza, lanciò un raggio di luce per chiedere la parola.
- Ma non si era detto di aspettare? Non è passato molto dal diluvio e forse l’umanità non ha capito bene...
Un tuono scosse l’aria seguito da un fulmine, ci fu un vortice simile a una tempesta e infine una raggiera di luce azzurra.
Nelkhael sospirò tra le piume.
Yeiel proseguì con decisione:
- Dio ha deciso che non è il caso di continuare, il ritorno sull’investimento è bassissimo e siamo in perdita netta. 
Gli altri punti all’ordine del giorno sono: gestione del progetto fine del mondo, infine, revisione 
degli organigrammi celesti.
Azrael, che come al solito si teneva in fondo alla sala, ebbe un brivido. Sapeva perfettamente quello che la revisione degli organigrammi celesti poteva significare per lui, tutti i suoi innumerevoli raggi di luce si misero a tremare per il nervosismo.
- Allora - disse Nitaiah - la prima cosa da decidere e se distruggiamo tutto l’universo o ci limitiamo a una sezione.
Lehiah, sempre clemente, si sentì in dovere di intervenire.
- Direi che non è il caso di farla più grave di quello che è. Limitiamoci alla Terra. Credo che potremmo anche lasciare il sistema solare così come è. E poi... in fondo ci sarebbero le altre specie viventi che non hanno fatto nulla di male. 
Io credo che potremmo limitarci alla sola umanità.
- Allora possiamo lasciarli fare da soli - sogghignò Azrael - stanno andando benissimo.
Nessuno gli rispose. Tutti conoscevano la posizione delicata di Azrael nella faccenda e, pur simpatizzando con lui, 
in quel consesso, mentre Dio aleggiava e tutto il resto, non potevano fare altro che tacere.
Yehuiah, che sapeva sempre tutto ci tenne a puntualizzare.
- Si è sempre parlato di fine del mondo e di giudizio universale. Se dovessimo comportarci in modo differente sarebbe poco coerente con la nostra strategia e la nostra vision e ci potrebbe danneggiare molto dal punto di vista dell’immagine.
Vasariah, che era sempre molto attento alla giustizia, si irrigidì.
- A rigore gli uomini, quando parlano di mondo, si riferiscono per lo più alla Terra e quando dicono che una legge è universale intendono dire che si applica all’intera umanità.
- Va bene - tagliò corto Yeiayel, da quelle parti le riunioni sono rapide ed efficienti, diversamente da quello che succede all’Inferno - mettiamo la mozione ai voti.
La votazione durò un frullo d’ali. Tutti gli angeli votarono per limitarsi all’umanità, tutti eccetto Azrael che, 
come tutti si aspettavano, si astenne.
- Bene, la decisione è messa agli atti.
Dio era restato ad aleggiare tranquillo e non era mai intervenuto nella discussione, segno che la decisione presa gli andava bene. 
Si poté quindi passare al secondo punto.
- Il secondo punto è il seguente. Riguarda la gestione del progetto.
Hariel, che era il creativo, chiese la parola.
- Vorrei capire una cosa, prima di candidarmi. La fine del mondo viene prima o dopo il giudizio?
Alla domanda di Hariel seguì un lungo silenzio. 
Era effettivamente una questione che aveva delle enormi conseguenze pratiche e sulla quale nessuno fino adesso era stato chiaro.
 I vari testi sulla fine del mondo erano restati volutamente ambigui sull’argomento e alcuni autori avevano cercato di distrarre l’attenzione dal punto disseminando qui e lì numeri arcani, bestie e altro.
Vasariah intervenne con la sua solita attenzione all’equità.
- Direi di procedere al giudizio prima della fine del mondo. Questo per varie ragioni, ne cito solo due. 
La prima è che potrebbe essere, dico potrebbe, che si trovi un tale numero di giusti da rendere superfluo passare alla fase due...
Il fatto che gli angeli non ridono fece sì che a questa dichiarazione di Vasariah non seguisse uno scoppio di ilarità. 
Ci fu invece un angelico silenzio ed egli poté proseguire.
- In secondo luogo, questo ci consentirebbe di svolgere il giudizio sulla Terra e non dover sfruttare le nostre strutture celesti con un aggravio di spese e un impegno organizzativo, inimmaginabile.
Questa seconda motivazione parve a tutti gli angeli assai ragionevole.
In realtà Chavakhiah, che fra tutti i cherubini, serafini, cori, troni e affini era quello un po’ più incline al riso, cercò di figurarsi come sarebbe potuto essere il giudizio universale fatto sulla Terra. Immaginò stadi gremiti, la 48ma strada di New York, 
beduini raggiunti nel deserto, donne mentre si facevano botulinare in qualche centro estetico, culturisti in palestra. 
Ai bambini non pensò, per loro c’era l’ascesa diretta, come prevedeva il regolamento, sarebbe stato tutto molto più semplice.
- Bene, allora di questa fase mi occupo io - disse Hariel che non amava le fasi distruttive dei progetti - se trovassimo qualcuno che si volesse occupare della fase due, cioè della fine dell’umanità...
Tutti gli sguardi si volsero verso Azrael. Azrael era il candidato naturale, ma non si faceva avanti e restava in un angolo senza profferire parola, immobile, le ali cangianti ripiegate sul davanti.
- Beh... - suggerì Vasariah, ci vorrebbe qualcuno con esperienza. Qualcuno che abbia dimestichezza con questo genere di cose.
Alla frase di Vasariah, chiaro invito ad Azrael, seguì l’assoluto silenzio.
Yeiayel intervenne con delicatezza.
- Azrael, credo che Dio avesse in mente te per tutto il progetto. Va bene che Hariel si occupi della prima parte, ma del resto dovresti occuparti tu.
Azrael si levò in piedi. La sua bellezza era tale che gli altri angeli facevano fatica a sostenerne la vista a lungo. 
Dio non era possibile neanche a loro vederlo e guardarlo, ma Azrael era talmente splendente che si faceva fatica a togliere lo sguardo da lui, 
allo stesso tempo, era impossibile guardarlo troppo a lungo. 
Era bello come l’abisso, il vortice e la tempesta. Era l’angelo della morte.
- Se devo occuparmene me ne occuperò.
- Ti sei già occupato di grandi progetti, certo non di questa portata, ma sei l’unico tra noi che può farlo. aggiunse Yeiayel.
- Come intendi organizzarti? - chiese Yeuah, che doveva sempre sapere tutto e cercava di rimanere il meno possibile senza informazioni.
- Me ne occuperò, ho detto. Ma avrò bisogno dell’aiuto di tutti voi.
- Puoi contare su di me - disse Revel, l’angelo soccorritore.
Azrael sorrise. Gli angeli non possono ridere, ma sorridono eccome.
- Grazie Revel, sapevo di poter contare su di te.
Revel e Azrael erano spesso stati in conflitto agli occhi degli uomini. Ma gli angeli vedono le cose in modo diverso. 
Per gli angeli la morte può essere un modo diverso per andare in aiuto.
- Sarà una cosa dolorosa? chiese Haziel il misericordioso, piuttosto preoccupato.
- Solo se loro lo vorranno.
La risposta di Azrael era enigmatica. Cosa che irritò Yeuah ma divertì Chavakhiah che comprendeva meglio Azrael, 
essendo la gioia più vicina alla morte di quanto possa esserlo la conoscenza.
- Possiamo ora passare alla revisione degli organigrammi celesti. Ovviamente, con la fine dell’umanità ci sarà una ridistribuzione degli incarichi. E’ possibile che molti di voi siano assegnati ad altri progetti. Naturalmente la riorganizzazione prenderà un po’ di tempo, abbiamo pensato di affidarla a un consulente di provata esperienza...
La sala fu percorsa da un brivido.
- Si tratta come avrete ben capito di Mikael, esperto in riorganizzazioni.
Tutti gli angeli presenti ricordavano l’ultima riorganizzazione del quale si era occupato Mikael. 
Era stata un disastro che era culminato nello spin-off di Lucifero che aveva fondato l’azienda Inferno che, a quanto se ne poteva sapere, 
prosperava piuttosto bene, anche grazie a una strategia aggressiva e a un marchio molto più attraente. 
Nessuno, ovviamente, osò commentare. 
Gli angeli possono intervenire sui livelli operativi, le strategie, come sempre, sono decise in alto.
Anche sulle varie filiali terrestri c’era da ridire. I franchisor non avevano mai rispettato il contratto, applicando condizioni e prezzi che Dio non aveva mai richiesto, che non erano mai stati in nessun listino e usando strategie commerciali piuttosto dubbie. 
Dio su questo era sempre stato piuttosto elastico.
- Alla fine tutto sarà sistemato. Pare avesse detto a Yeiayel.
Azrael chiese la parola.
- Troverete il modo di ricollocare anche me?
Il silenzio che seguì fu eloquente, ma Yeiayel si affrettò a dire.
- Azrael, le tue competenze sono molto specialistiche, ma troveremo sicuramente un modo per ricollocarti.
- Bene - aggiunse - la seduta è tolta. Un’ultima cosa: Hariel, ti occupi tu dei questionari di valutazione di fine evento?
- Certamente. Dovrei avere ancora qualche copia di quelli della fine dell’Esodo. Quelli della cacciata dall’Eden sono un po’ datati e poi il campione era ristretto.
- Grazie a tutti. Ci aggiorniamo per una riunione operativa. Vi comunicherò al più presto ora e luogo.

Tutti lasciarono la sala, restò solo Mebahel, l’angelo conservatore. Si guardò attorno e poi abbassò gli occhi al cielo sconsolato:
- Basta poi non voglia ricominciare tutto da capo come al solito!


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