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21/05/2019, 19:01



Donne-contro-il-femminicidio


 Di seguito il mio articolo, scritto per la rubrica Donne contro il femminicidio di Oubliette MagazineFemminaTermine che abitualmente si usa in modo dispregiativo, contrapponendolo a donna, richiama la natura, contrapposta alla cultura. È la radice



Di seguito il mio articolo, scritto per la rubrica Donne contro il femminicidio di Oubliette Magazine

Femmina

Termine che abitualmente si usa in modo dispregiativo, contrapponendolo a donna, richiama la natura, contrapposta alla cultura. È la radice delle cose, è il luogo dell’istinto, in cui una donna abbandona gli orpelli delle strutture sociali e resta nuda davanti a se stessa. 
Femmina è la solidarietà, l’amore per il nuovo, l’evoluzione del corpo e della mente, la sete dello spirito. La femmina si annida nella donna e l’avvolge come un guscio di madreperla.

Femminismo

È una battaglia persa nel momento in cui la combatti. 
È il desiderio di affermazione contro il maschio. 
Nel passato il maschilismo ha prodotto, per reazione, il femminismo: maschilismo e femminismo sono due facce della stessa medaglia e come tali non riescono a guardarsi, si equivalgono, hanno lo stesso peso. Nel futuro non ci sarà più posto per femminismo e maschilismo, si condividerà lo spazio e la strada, ognuno come vorrà, non facce di una medaglia ma mani che si tendono, si intrecciano, si aiutano a fare insieme parti di cammino.

Femminicidio

È una brutta parola per una brutta cosa. Evoca un corpo ripiegato in un grumo di sangue rappreso. 
Il disprezzo per la donna pervade il nome dell’ultima violenza di cui questa è vittima.
La si uccide perché è femmina, dice la legge, la statistica, la sociologia, e la femmina può essere considerata oggetto, fruibile, fungibile, voluttuario, sopprimibile."Chi si rende responsabile di femminicidio lo fa attaccando l’altra perché da donna - essere umano di sesso femminile dotato di personalità, intelligenza, diritti, voce in capitolo, ecc. - vuole degradarla a femmina, animale" dice il dizionario Treccani. 
Se definiamo il crimine femminicidio, seguiamo l’assassino in questa logica.
Si dovrebbe chiamare liberticidio, angelicidio, sorellicidio, ma i legislatori, si sa, hanno poca fantasia.

Educazione sentimentale

È una strada dentro se stessi che si percorre cercando altri.
Si varcano molti cancelli, si supera un banco di nebbia, si salta su un fossato di pietre lucenti, ci si trova davanti a un lago e ci si specchia, se si vede una persona e si riesce ad amare la sua gioia, la sua tristezza, la sua rabbia, la sua paura, alzando gli occhi, se ne troveranno molte altre da conoscere e da amare, se non si vede nulla, ci si mette di nuovo in cammino, sperando in maggiore fortuna, senza sapere ciò che si cerca fino a quando non lo si trova.


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