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19/03/2019, 11:15



Luigina-Sgarro-si-racconta


 Articolo pubblicato sul blog di EWWA, European Women Writers Association, che è stata attiva fino al 2018. Ciao, Luigina, benvenuta in ewwa.org. Come tutte le Ewwe che si raccontano in questo spazio, narraci di te...



Articolo pubblicato sul blog di EWWA, European Women Writers Association, che è stata attiva fino al 2018. 

Ciao, Luigina, benvenuta in ewwa.org. 
Come tutte le Ewwe chesi raccontano in questo spazio, narraci di te...  

Luigina Sgarro:

Sono di origini pugliesi ma vivo a Roma daquasi vent’anni. 
Sono l’ultima di cinque figli, mio padre era di mezzo secolopiù grande di me, mia madre era più giovane di lui e aveva la passione perl’umorismo e per le caricature dei parenti. 
Le storie di mio padre mi facevanoviaggiare nel tempo, quelle di mia madre mi sembrava di averle vissute. I mieifratelli più grandi si divertivano a insegnarmi a leggere e a scrivere, aparlarmi di Shakespeare e di espansione della galassia quando non ero ancoraalle elementari. Di tutto questo mi è rimasta la passione per le narrazioni euna curiosità insaziabile per (quasi) tutto. 
Leggo per sapere ed emozionarmi,scrivo per fermare il tempo. 
Sono psicologa, psicoterapeuta e coach performazione, anche se la mia occupazione principale è la consulenzaorganizzativa.  

Che tipo di scrittrice sei e qual è il genere letterario chemeglio ti rappresenta? 

Sono una lettrice e una scrittrice onnivora, l’unico genereche non "frequento" è il giallo/noir e l’horror. 
Il genere che meglio mirappresenta è la fantascienza, la cosiddetta science fiction; ho ricominciato ascrivere 10 anni fa e da allora pubblico racconti con una certa regolarità. Hopartecipato alle raccolte Onda d’Abisso, racconti fantasticiispirati al mare; Fedeli al Mito racconti ispirati alla mitologia classica; eCrisis su un immaginario scenario futuro dopo la terribile crisi del 2014. 
Orasto preparando il mio contributo a un altro paio di antologie, sempre sul temadel fantastico e della fantascienza. Però mi diletto anche con le storie deinostri nonni, alle quali penso di riservare un progetto più ampio tra qualchetempo.  

Hai uno o più autori/autrici ai quali ti ispiri?  

Che ammiro, tanti, a cui mi ispiro, non saprei. 
Senz’altroammiro scrittori come Calvino, che riescono ad avere uno stile flessibile e aspaziare in ogni genere, sono emozionata dagli scrittori russi, mi piacciono leriflessioni sociologiche di Philip K. Dick anche se non sempre il suo stile èimpeccabile, trovo inarrivabile Dickens nella costruzione dei personaggi, Dumaspadre per la capacità di avvincere, la Duras per l’essenzialità spietata nellascrittura. 
Ma ammiro anche alcuni saggisti, visto che una parte dei miei lavoriè di tipo professionale. Tra tutti Bill Bryson, Jered Diamond, Gombrich e MarkRowlands. 
Chi conosce bene i miei scritti dice che tendo a privilegiarepersonaggi femminili forti e strani, senza massacrare quelli maschili.  

Qual è il primo racconto che hai pubblicato?  

È il racconto Specie Dominante, pubblicato nella raccoltaN.A.S.F. 3 (Nuovi Autori Science Fiction) nel 2005, una storia classica con unfinale a sorpresa, poi molti nelle raccolte RILL, l’antologia del Fantasticoannuale più prestigiosa che ci sia in Italia e in varie altre raccolte (Prione,Alberoandronico, Speciale Donna, ecc.) 
Uno dei miei lavori più noti e premiatiè su Francesco Totti e il mondo del calcio. 
Altri sono di respiro più familiaree ce n’è persino qualcuno romantico, come quello che sta per uscire suun’antologia EWWA. Una selezione di miei racconti che è stata pubblicata nel2008 si chiama Quasi Amore. "Quasi", appunto... 
Di quest’anno è, invece, ilsaggio Il Matto, il Mago, il Mondo, uscito in e-book e cartaceo per HomelessBook, nella collana "Strumenti per la Transizione" scritto a quattro mani conl’amica e collega Lidia Calvano, un manuale pratico ma anche un po’ poeticosull’uso dei tarocchi.  

Quale sarà il prossimo?  

Ho molti progetti in cantiere, sia dal punto di vistanarrativo che professionale, ho in mente una storia di persone che vivono iparadossi del desiderio e della perdita, e combattono con le difficoltà di unavita in cui ogni giorno bisogna buttare giù un paradigma e costruirne unonuovo, in cui le metafore non hanno più senso e i modelli sono inservibili. Unastoria di naufraghi senza isole in vista ma con un punto di vista ironico epositivo. Si può fare, credo. 
Per il versante professionale, sto lavorando a untesto sul coaching sinergico, un modello di coaching che è anche parzialmentedescritto ne "Il Matto, il Mago, il Mondo" e su di un’antologia narrativa chestrizza l’occhio alla psicologia e all’antropologia.  

Vuoi inviare un messaggio a tutte le Ewwe che ti leggeranno?  

Ho sempre lavorato benissimo con le donne - meglio che congli uomini - e mi sono sempre meravigliata quando ho sentito le donne parlaredi rivalità e competitività femminile. Io ho trovato una grande disponibilità e"sorellanza". 
Credo che possiamo fare la differenza se ci crediamo e restiamounite.
In questo, le iniziative EWWA svolgono un ruolo importante.  

Recensioni sui suoi racconti 


Le sue foto su flickr 



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